
Sidereus Nuncius
unaluna - mastri cartai
Il Sidereus Nuncius, composto intorno al 1609, è l’opera attraverso la quale Galileo dà notizia della scoperta dei quattro principali satelliti di Giove; Io, Europa, Ganimede e Callisto.
L’opera contiene le annotazioni quotidiane degli spostamenti dei quattro satelliti rispetto a Giove.
Con il Sidereus Nuncius tutto cambia. Galileo è pienamente consapevole delle novità che l’opera porta sulla scena internazionale. Per la prima volta la “verità” si può vedere e non soltanto tentare di capire. A questo servono gli “occhiali esquisitissimi” che egli invia on il Sidereus presso le principali corti europee. Lo scopo é evidente: far si che “più persone che sia possibile” possano vedere le novità da lui scoperte (le montagne lunari, i satelliti di Giove, la composizione stellare della Via Lattea e poi, pochi anni più tardi, le fasi di Venere, le macchie solari).
Pubblicato dall’editore Tommaso Baglioni in Venezia nel 1610 in 550 copie, è uno di quei libri che segnano la storia dell’uomo e rappresenta una svolta nelle concezioni scientifiche basate su pregiudizi. Inizia la scienza moderna, basata finalmente sull’osservazione e sulla misura di ciò che avviene in natura.
La stampa unaluna è in 1000 esemplari. L’opera è introdotta da Cesare Barbieri (professore ordinario di astronomia all’Università di Padova) e Francesco Bertola (professore ordinario di astrofisica all’Università di Padova).
Contiene riproduzioni di disegni, note e appunti manoscritti di Galileo in 35 tavole fuori testo e 4 rilievi a secco.
500 copie sono state stampate con un’opera a rilievo di Cecco Bonanotte.*
*(Cecco Bonanotte è nato a Porto Recanati il 24 agosto del 1942. Diplomatosi all’Istituto d’Arte di Macerata nel tempo è diventato uno scultore di fama mondiale. Ha realizzato la porta per i Musei Vaticani e le sue 103 “Tavole” dedicate alla Divina Commedia sono state acquistate dal Gabinetto di disegni e stampe degli Uffizi. Dopo la morte di Giovanni Paolo II è stato affidato a lui il compito di realizzare le urne, in argento e bronzi dorati, incise con simboli biblici).
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Scheda dell'opera
- Carta: Alcantara 130 grammi
- Composizione: caratteri mobili Monotype
- Stampa: torchio tipografico
- Numero pagine: 160
- Formato: cm 13,5 x 7,5
- Legatura: piena pelle miniati con oro zecchino stesi manualmente da Sara Cozzi. Cesare Spini ha rilevato a secco e impresso a caldo la foglia d’oro.
- La realizzazione è avvenuta con la collaborazione dell’Archivio Segreto Vaticano. |
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